Su Giancarlo Buonfino
Tutto ciò si frantuma in moltissime
parti. Non a caso è un periodo in cui vivevi in prima persona le
storie di moltissimi suicidi. Solo per quanto riguarda l'area della
libreria io ho conosciuto trentacinque persone che in quel periodo
si sono tolte la vita. Per esempio ve n'è uno famoso, un ex di
Avanguardia Operaia su cui è nato un libro della Feltrinelli. Tra i
molti particolarmente drammatica e dolorosa è per noi la vicenda di
Giancarlo Buonfino, uno dei nostri di Primo Maggio. Era forse uno
dei più geniali grafici europei e aveva scelto di mettere i suoi
saperi a disposizione del movimento invece di mercificarli nella
professione o nella carriera. Era stato anche uno dei maestri di
Zamarin, l'inventore di Gasparazzo, il personaggio operaio dei
fumetti che pubblicava il quotidiano Lotta Continua (a sua volta
morto mentre di notte faceva la distribuzione del giornale).
E' difficile persino spiegare l'enorme
capacità creativa di Buonfino. Famoso, per esempio, è un suo film
d'animazione intitolato Totem che realizzò praticamente da solo con
una cinepresa a passo uno e decine di migliaia di disegni, o ancora
una sua straordinaria ricerca sulla grafica e la propaganda operaia
agli inizi del secolo che peraltro è rimasta per larga parte
impubblicata. E così Zamarin che muore nella nebbia mentre svolge un
compito militante o Buonfino che si interroga fino
all'autodistruzione sul ruolo del lavoro intellettuale nella società
del capitale, sono tutte espressioni della radicalità con cui ognuno
doveva confrontarsi nel processo rivoluzionario. Distruggere il ruolo del tecnico o dello
scienziato come forza ostile alla liberazione della classe e
ricomporre il rapporto tra lavoro manuale e intellettuale assumevano
in questa direzione valenze estreme.
Autobiografia di Primo Moroni
Una delle prime persone che è entrata li
dentro è stato Giancarlo Buonfino che era un grafico geniale, di
livello europeo, e proveniva da Lotta Continua: "Senti, conosco uno
che si chiama Sergio Bologna...". "So chi è, è stato un personaggio
grosso di 'Classe operaia'". "Lui ha intenzione di fare una rivista.
E siccome tu sei un libraio di tipo nuovo, hai lavorato a lungo in
editoria, hai delle idee strane, potresti essere l'editore adatto".
Cosi decisi di andare a una prima riunione con Franco Mogni,
Giancarlo Buonfino, Bruno Cartosio e Sergio Bologna.
RICORDO DI MIO CUGINO GIANCARLO
BUONFINO
Nella mia vita ho sempre considerato molto più importante il legarne
di amicizia che un vincolo di parentela; perchè i parenti -
contrariamente agli amici che. che ci passiamo scegliere - ci
vengono imposti dalla vita.
Oggi, vorrei ricordare a me stesso o soprattutto a chi mi sta
leggendo, un mio parente che era una vere eccezione alla regola su
esposta: mio cugino Giancarlo Buonfino.
Fra i tanti suai cugini, io sono quello - unitamente ad Ernesto
Acanfora - che ha avuto la fortuna di frequentarlo a lungo e
conoscerlo bene. Si,fortuna, perche veramente sono convinto di
essere stato un privilegiato ad avere per cugino Giancarlo.
Penso che uomini come Giancarlo non nascano più, purtroppo ce ne è
persa la matrice.
possedeva le grandi virtu che oggi non fanno piu notizia e delle
quali non si parla mai troppo. Ha vissuto ed ha lavorato in silenzio
e cosi ha attraversata la vita, superando le aversita nei momenti
difficili senza mai farne trapelare le ansie alla mamma, ai fratelli
che amava tanto ed alla sua famiglia. Non ha mai odiato nessuno e
soprattutto non ha mai negato una mano a chi gliela chiedeva. Non è
stato un superuomo, secondo me è stato molto di più: è stato un
uomo.
Ricordo le sere trascorse insieme a parlare di tante cose, ricordo
la sua autoironia: qualità che lo faceva amare da tutti perché
essere ironici e facile ma autoironici è molta piu difficile.
Dalla mamma e dai fratelli (tutti più piccoli di lui) era
considerato come un secondo padre: infatti di tutti i problemi
familiari si faceva carico senza mai risparmiarsi.
ELIO DI LITALE
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